Una ipotesi di lavoro relativa alla presenza di tralicci ad alta tensione sui luoghi di avvistamenti UFO

Aprile 1995

Da un articolo tratto dal 'Buffalo news' del 5 Febbraio 95, letto su internet:
La psicologa Susan Blackmore della University of the West of England in Bristol scrive su 'NATURE' che "i racconti di abduction sono simili fra loro non perché gli alieni sono tutti uguali, ma perché lo sono i cervelli dei rapiti".

Su di un altro articolo, sempre sulla stessa rivista, aggiunge che "Gli studi sui rapiti hanno mostrato che essi hanno una intelligenza media, provengono da un ampio range di classi sociali e non mostrano particolari segni di disturbi mentali o altre patologie"
Ribattendo ai critici che affermano che i rapporti di abduction provengono da 'false memorie' indotte sotto ipnosi, la Blackmore nota che "alcuni di essi non sono mai stati ipnotizzati ma le false memorie potrebbero essere state indotte senza ipnosi".
"La chiave di volta qui è che le false memorie non sono così differenti dalle vere memorie, ma che in un certo senso, tutte le memorie sono false.
Le memorie rappresentano un gran numero di complicate attività neurochimiche ed elettriche, e la memoria di una abduction può realmente essere il modo che il cervello ha di rappresentare qualcos'altro".
"Forse, suggerisce, alcune particolarità del sonno si aggiungono alla proprietà di alcuni cervelli di rappresentare rapimenti alieni. Per esempio, alcuni muscoli vengono paralizzati durante il sonno, presumibilmente per evitare che ci si muova troppo durante i sogni. Ci sono casi in cui le persone che si accorgono di una tale paralisi notturna, che persista dopo un brusco risveglio, credono che ci sia una qualche forza malefica che li blocchi".
"I rapimenti alieni potrebbero essere l'equivalente moderno del mito delle paralisi del sonno.
Ci sono però differenze tra i cervelli umani. La ricerca suggerisce che persone con una alta attività elettrica nei lobi temporali cerebrali hanno più immaginazione e talento artistico che gli altri. Questo potrebbe indurre alcune persone a ricostruire informazioni neurali come memoria di un rapimento. Ed è possibile che tali episodi possano essere mediati dai campi magnetici. Esperienze allucinatorie sono state indotte sperimentalmente in persone alle quali sono stati fatti indossare caschi da motociclista equipaggiati con elettrodi che producevano impulsi magnetici".
Si aggiunge nell'articolo che "i terremoti sono accompagnati da fluttuazioni nel campo magnetico terrestre", e così dicendo affermano che i rapporti di avvistamento ufo potrebbero precedere i terremoti, preconizzandoli.

Così si cerca di portare avanti la vecchia ipotesi del connubio ufo-terremoti, forse pensando ad un valido sistema di allarme. Però, questo articolo, che forse non sarebbe degno di troppa attenzione, mi stuzzica alcune considerazioni:
1. vi siete accorti che in alcuni siti in cui vengono osservate madonne piangenti (ad esempio Civitavecchia) si trova una linea dell'alta tensione molto ma molto vicina?
2. il caso di Badalucco, così strano ed emblematico si è svolto vicino ad un traliccio dell'alta tensione.
3. Mi sono ricordato del caso di Viterbo del 79 (caso Mancini) un IR3 che inchiestai: il presunto alieno zompettava sotto un traliccio dell'alta tensione, mentre il testimone era nelle vicinanze di un altro. E così via... basta leggere i rapporti. Personalmente, mi sono accorto che ogni volta che rimango vittima di un Deja-vu mi trovo di fronte al televisore. Cosa c'entra? L'emissione di elettricità statica, di radiazioni di vario tipo fanno dell'apparecchio televisivo una fonte primaria di inquinamento elettromagnetico. Potrei sollevare le critiche di molti amici e colleghi a riguardo della mia propensione verso la teoria parafisica e del conseguente avvicinamento della disciplina ufologica a quella parapsicologica, ma in effetti è proprio ciò che voglio.
In passato si è pensato ad un connubio ufo-tralicci dell'alta tensione come ad un rifornimento di energia, un succhiare per induzione per ricaricare ipotetiche batterie per un apparato propulsivo che consentisse viaggi interplanetari, e forse per questo la considerazione verso un tale rapporto è venuta meno nel corso degli anni.

Bisognerebbe rivedere i rapporti di avvistamento e selezionare tutti quelli che si sono svolti con il testimone che si trovava nelle vicinanze (entro un raggio di 100 metri) di un traliccio o di una linea dell'alta tensione. Secondo i più recenti studi sugli effetti dei campi elettromagnetici, l'esposizione ai campi ELF (Extremely low frequencies, ovvero la banda di frequenze a cui appartengono quella a 50 hertz, usata in Europa, e a 60 Hertz, adottata in Usa e Canada), provocherebbe una serie di effetti negativi sulla salute. Si ritiene che anche deboli campi elettromagnetici possano addirittura causare il cancro e la leucemia, oltre a tumori alla prostata ed al seno. Una delle ipotesi prevalenti chiamerebbe in causa gli ioni del calcio che verrebbero 'accelerati' dai campi ELF intorno alla membrana cellulare, danneggiandola, oppure verrebbero spostati dalla loro posizione naturale all'interno della membrana, a causa dell'interazione tra campo magnetico terrestre e campi artificiali.

Non sono ancora state fatte valutazioni certe su questi terribili effetti in quanto una parte del mondo scientifico osteggia simili conclusioni, poiche' si aspettano ancora risultati sul controllo che si sta facendo su diverse migliaia di persone, a fini statistici. Di sicuro, e quindi del tutto provati, ci sono effetti quali la percezione dell'esistenza dei campi elettrici e magnetici, tramite sensazioni visive chiamate magnetofosfeni e quelle tattili quali microscosse.
In queste poche righe non posso e non voglio dare notizie esaurienti su tutti i possibili danni causati dall'immersione in questi potenti campi elettrici, e per questo vi rimando alla bibliografia sotto esposta. Vorrei però che ci si renda conto che il nostro cervello potrebbe rispondere in un modo insolito a tali stimoli, che andrebbero ad interferire con i propri deboli campi elettrici. Non voglio dire, però, che un avvistamento ufo debba essere ridotto ad una macchiolina luminosa sulla retina, ma più complessamente possa scatenare una esperienza di tipo ufologica in alcuni individui, mistica in altri ed assolutamente nessuna risposta in altri ancora, che poi sarebbero la maggioranza.

Bibliografia:

Stefano Innocenti